Nell’individuazione del proprio marchio (o brand) ci si trova subito a dover compiere una scelta tra un marchio descrittivo o un marchio originale. Ci si chiede subito quale sarà il marchio di maggior successo? Si consulteranno un SEO e un legale. Queste due figure spesso daranno indicazioni addirittura opposte, ma quindi qual è la giusta strada da percorrere? Per avere successo, un marchio deve rispecchiare in qualche modo la propria attività ed essere facilmente posizionabile sui motori di ricerca e sui social; deve essere anche unico e originale rispetto a quello di altri concorrenti; deve, inoltre, piacere al titolare, soddisfare l’esperto SEO e il legale di riferimento. In questo articolo illustreremo alcuni consigli utili per effettuare la scelta verso un marchio di successo. Per generare un marchio che abbia successo è innanzitutto fondamentale scegliere una strategia chiara, individuando in modo ponderato la strada da percorrere con determinazione. È quindi fondamentale che l’imprenditore - o il creatore del brand - sappia quali siano i vantaggi e gli svantaggi di adottare un marchio distintivo al posto di uno descrittivo (e viceversa). Solo così potrà effettuare una scelta consapevole e coerente alla propria impresa. Se si opta per un brand descrittivo è bene considerare quali sono i pro e i contro rispetto all’obiettivo finale, ovvero la creazione di un marchio che abbia successo sul mercato. Ma cosa si intende con brand descrittivo? È un segno che descrive il prodotto a cui fa riferimento ed è ai limiti della nullità come marchio. Per esempio, calzedonia, o burger king, sono tutti marchi che contengono il nome del prodotto stesso “calze”, “burger”. Possono essere registrati per due motivi: o perché contengono dei correttivi come calzeDONIA (il suffisso donia) o perché con l’uso hanno acquisito un carattere distintivo (come il marchio rotoloni) della impresa Regina. Ci sono alcuni aspetti che rendono vantaggioso un segno desrittivo, rispetto all’obiettivo di avere un marchio di successo: 1) vedendo quel dato marchio, il pubblico sa immediatamente di cosa si tratta e difficilmente lo dimenticherà; 2) è un marchio che ha bisogno di poca pubblicità, soprattutto in internet perché verrà cercato con quella parola; 3) se il dominio corrispondente al nome del marchio è libero, quel brand verrà trovato immediatamente da chi cerca il prodotto; 4) è un marchio che renderà un po’ più semplice il lavoro sulla SEO. Non solo punti a favore per il marchio descrittivo, perché: 1) è un marchio che presenta un impedimento alla registrazione, in quanto le parole descrittive non possono essere un marchio, ad esempio: se vendo arredi per la casa, l’esaminatore boccerà il marchio “ArredoCasa”; 2) per ottenere l’esclusiva sarà necessario dimostrare il secondary meaning e quindi anni di uso, investimenti in pubblicità e fatturati; 3) quel marchio sarà la scelta sconsigliata dal vostro legale, perché è molto difficile da tutelare in caso qualcuno decida di copiarlo ed infatti basteranno poche modifiche per contraffarlo; 4) è molto probabile che tanti altri vostri concorrenti avranno usato la stessa parola nel loro marchio. I marchi distintivi possono essere di due tipi: 1) distintivi in modo assoluto: come sono nomi inventati o di fantasia (KODAK), patronimici (Giorgio Armani) e sigle (IKEA); 2) distintivi in modo relativo: si tratta di nomi descrittivi o generici, ma utilizzati fuori contesto. Per esempio: Apple, che ha utilizzato simbolo della mela per vendere computer. Se fosse utilizzato per vendere frutta e verdura sarebbe descrittivo. I principali vantaggi che possono permettere al vostro brand di avere successo sono i seguenti: 1) è registrabile, perché è distintivo e l’esaminatore lo accoglierà senza obiezioni; 2) si può estendere facilmente ad altri settori merceologici, replicando il successo ottenuto nel primo settore. Un marchio descrittivo fa fatica a estendersi ad altri settori, perché rimane estremamente legato al prodotto. Torniamo all’esempio precedente: quando il brand calzedonia si è esteso al settore dei costumi, soprattutto a quelli maschili, non è stato accettato e la casa madre ha dovuto creare un nuovo marchio. 3) l’ambito di tutela di un brand distintivo è molto più ampio, sarà dunque molto difficile contraffarlo; 4) è unico, quindi una volta posizionato non avrà altri concorrenti che possano generare confusione per i consumatori. Sono numerosi i vantaggi di un marchio originale, ma non per questo è esente da condizioni e/o situazioni particolari: 1) bisogna investire in pubblicità e avere pazienza perché sia conosciuto come marchio; 2) renderà più difficile il lavoro dell’esperto SEO; 3) è necessario fare attenzione al fenomeno chiamato “volgarizzazione” cioè al fatto che il prodotto che vendete venga poi chiamato da tutti con il vostro marchio e quindi diventi una parola comune. È quello che è accaduto a Scotch, a Corn Flakes (che era della Kellogs ora è un nome generico), a Scottex e a Borotalco. Un eccesso di successo può portare a perdere il marchio. È quello che riesce a concentrare sia i vantaggi di quello descrittivo che distintivo; si tratta del marchio suggestivo e sono quelli che riescono a suggerire e farci capire, senza descrivere. Qui però è fondamentale avvalersi di un bravo ed esperto consulente in marchi. Un esempio calzante è quello di un noto brand di shampoo contro la forfora: head shoulder la cui traduzione letterale è “testa spalla”). Sebbene sia un prodotto specifico contro la forfora nei capelli non usa le parole specifiche, ma “testa” e “spalla”. Head shoulder quindi suggerisce l’atto di togliersi la forfora, senza descriverlo. È facilmente memorizzabile, porta l’attenzione sul tipo di prodotto senza nominarlo, è più semplice da indicizzare rispetto ad un nome totalmente originale, ed è più facile che sia il domino che il marchio siano liberi. Insomma, un buon compromesso anche dai punti di vista SEO e legale. Un altro esempio è coffyness, per i servizi di un bar e per i prodotti come caffè o a base di caffè. E’ quasi descrittivo, ma l’errore ortografico e l’aggiunta del suffisso ness crea una parola originale la “caffeità”. Prima di individuare un marchio che possa avere successo, sono tante le azioni da compiere: fare una buona ricerca preliminare di quelli già esistenti e usare le parole disponibili in modo creativo, allegorico, suggestivo. È, altresì, fondamentale affidarsi a professionisti legali che sappiano indicarvi la differenza tra un marchio descrittivo, uno di fantasia ed uno suggestivo e che sappiano guidarvi nel “giocare” sugli errori, i doppi sensi, l’unione di più lingue, le allusioni e i giochi di parola. Sembra facile, ma ci vogliono almeno tre competenze: legale, copywriter e SEO. Avv. Valentina StamerraMarchio distintivo e descrittivo: vantaggi e svantaggi
Il marchio descrittivo
I vantaggi del marchio descrittivo
Svantaggi del marchio descrittivo
Il brand distintivo
Perché è importante scegliere un brand originale? (H3)
I contro di un Brand originale
Qual è il marchio di successo?
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