In che modo i coniugi devono partecipare ai bisogni della famiglia?

Il dovere di contribuzione ai bisogni della famiglia ricade sempre su entrambi i coniugi anche nel caso in cui uno dei due si dedichi solo alla cura della casa e dei figli. Secondo la Cassazione, infatti, “il lavoro professionale di chi produce direttamente reddito ha la stessa dignità e rilevanza del lavoro casalingo di chi, pur non producendo direttamente reddito, provvede alle faccende domestiche” (Cass. 31 dicembre 2021, n. 42130).

In che misura i coniugi devono partecipare ai bisogni della famiglia?

Non esiste né una soglia di contribuzione minima né una norma che stabilisca come devono essere distribuiti tra i coniugi i diversi pagamenti necessari per gestire la vita quotidiana di una famiglia, come i costi per i viveri ed il vestiario; le spese per l'auto e per la casa; le imposte e tasse, ecc. ecc.. Il criterio da adottare, secondo la giurisprudenza maggioritaria, sono le "sostanze" di cui dispone ciascun coniuge sicché il coniuge che ha una maggiore forza economica perché, ad esempio, ha uno stipendio più alto, assume generalmente in famiglia l'impegno monetario di maggiore consistenza.

Oltre allo stipendio ci sono altri elementi da considerare?

Si, bisogna tener conto anche degli apporti effettuati da ciascun coniuge al momento delle nozze, come mettere a disposizione della famiglia una casa di cui si era già proprietari prima delle nozze affinché vi si possa vivere senza doverne acquistare un'altra e di altre successive circostanze, come effettuare le spese di ristrutturazione sulla casa di proprietà dell'altro coniuge per poterla abitare congiuntamente; partecipare alle spese per l'acquisto dell'abitazione familiare da parte del coniuge in regime di separazione dei beni; fare la spesa e cucinare tutti i giorni, pulire la casa, anche se con l'aiuto di una domestica; badare ai figli durante il pomeriggio mentre la mattina ci si dedica alla propria attività lavorativa, ecc.

Cambia qualcosa se si è in comunione o in separazione dei beni?

Il dovere di contribuzione opera sia per le coppie sposate in regime di separazione dei beni che per quelle sposate in regime di comunione dei beni. Solo in quest'ultimo caso il dovere di contribuire ai bisogni della famiglia attribuisce a ciascun coniuge un potere sui beni di proprietà dell'altro; di conseguenza, se la coppia è in regime di separazione dei beni, la donna che ad es. si occupi della casa non può vantare alcun diritto sugli immobili di proprietà del marito.

scitto da Avv. Beatrice Mannarini



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