Revoca dell'assegno di mantenimento del figlio maggiorenne (avv. Beatrice Mannarini)

Mio figlio è maggiorenne, devo continuare a versargli l’assegno di mantenimento?

Secondo la Corte di Cassazione il figlio maggiore d'età conserva il diritto al mantenimento se, terminato il percorso scolastico, dimostri di essersi effettivamente e vanamente adoperato nella ricerca di un lavoro che gli garantisca un’autonomia economica. Sul figlio quindi ricade l’onere di provare di essersi impegnato nel ricercare un'occupazione sulla base delle reali offerte del mercato del lavoro, eventualmente anche ridimensionando le proprie aspirazioni e quindi senza indugiare nell'attesa di una opportunità lavorativa consona alle proprie ambizioni

Ho assicurato a mio figlio un percorso di studi che valorizzasse le sue inclinazioni, aspirazioni e desideri. L’ho sostenuto anche economicamente nella ricerca di un'occupazione appropriata ma egli continua a dire che non trova un lavoro. Fino a quando dovrò versargli l’assegno di mantenimento?

Più tempo passa e più il figlio deve rendersi conto che le proprie aspettative occupazionali sono forse troppo alte rispetto alla realtà o che comunque si trova in un contesto economico-sociale in cui il mercato del lavoro richiede un adattamento delle aspirazioni iniziali, sicché l'impegno a ricercare, e ad accettare, occupazioni lavorative anche diverse da quelle rispondenti alle originarie aspirazioni assume rilievo sempre più pregnante con il passare degli anni ed è uno degli elementi valutabili per la revoca dell’assegno di mantenimento.

Un contratto a tempo determinato e part time è sufficiente per far venir meno l’obbligo al versamento dell’assegno di mantenimento?

La giurisprudenza valuta positivamente l'attività lavorativa a tempo determinato, di durata annuale o pluriennale che consenta di lavorare a tempo pieno per numerosi mesi, ottenendo un compenso dignitoso soprattutto se prorogabile.

Diverso è il discorso in presenza di occupazioni lavorative occasionali o saltuarie che, in quanto tali, non esprimono un effettivo collocamento nel mondo del lavoro.


scritto da Avv. Beatrice Mannarini


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